Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/460

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SECONDO 4^3 ji, qualche maniera temperavano la crudeltà di Severo. I primi saggi ch’egli ne diede, furono f uccisione di Plantilla sua moglie, di Plauzio suo cognato, e del suo fratello e collega Geta. Quindi è facile a conghietturare qual fosse contro gli altri chi era sì brutale verso de’ suoi, Il suo regno non fu che un continuo esercizio della più barbara crudeltà che non ebbe riguardo a’ più celebri personaggi di quel tempo; poichè nel numero degli uccisi si vide ancora il famoso giureconsulto Papiniano. Il solo di cui si legga che fosse da Caracalla onorato e ricompensato pel suo sapere, è Oppiano poeta greco di Anazarbo nella Cilicia, autore de’ due poemi che ancor ci rimangono, della Pesca e della Caccia. Questi avendo seguito suo padre che da Settimio Severo era stato rilegato nell’isola di Malta, o in quella di Meleda, come altri vogliono, venuto poscia a Roma offerì a Caracalla le sue poesie, delle quali mostrò egli gradimento sì grande, che non solo gli permise di tornarsene alla sua patria col padre, ma quanti erano i versi, di tante monete di oro gli fece dono. Così si narra in un’antica Vita di Oppiano, che suol premettersi a’ suoi poemi da Suida e da qualche altro storico non molto antico; l’autorità de’ quali non so se basti a persuaderci di un fatto che dall’indole di Caracalla si rende poco probabile. Ma ancorchè ciò fosse veramente avvenuto, un tal esempio poco giovar poteva ad avvivare agli studj in mezzo a tanti altri esempj di crudeltà e di barbarie che sotto l’impero di Caracalla si videro in Roma. Molto più ch’egli,