Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/461

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f\l\ LIBRO benché Severo lo avesse fatto diligentemente istruir nelle scienze, non mai però erasi ad esse applicato (Dio l. 77). Anzi contro i fi|0_ soC seguaci di Aristotele egli era sdegnato per modo, che tolse loro quanti luoghi di radunanze aveano in Alessandria, e avrebbe voluto dare alle fiamme i libri tutti di quel famoso filosofo, perchè pazzamente diceva che della morte di Alessandro egli era stato colpevole (ib.). Macrino uccisore e successore di Caracalla l’anno 217 avrebbe forse ancor più di lui travagliato l’impero; ma ucciso dopo circa un anno di regno, lasciò il trono ad Antonino Eliogabalo nipote di Settimio Severo per parte di Giulia Soemia sua madre, figlia di Giulia Alesa che era sorella di Giulia Donna moglie del detto imperadore. Principe più dissoluto non occupò giammai il trono de’ Cesari; e la crudeltà non ne fu punto inferiore a quella de’ più crudeli imperadori. Ma non molto tempo ebbe a sfogarla, ucciso l’anno 222, dopo quasi quattro anni d’impero, contandone egli soli diciotto di età. VIII. Era ormai tempo che salisse sul trono un principe da cui Roma sperar potesse finalmente sicurezza e pace. E tale fu il giovane Alessandro Severo. Era egli figlio della celebre Giulia Mammea, sorella della madre di Eliogabalo , che da molti autori si crede con assai probabile fondamento che fosse cristiana (V. Tillem. mém, des Emper. Vie d’Alex.). L’educazione ch’ella diede ad Alessandro , fu la più saggia che una madre possa dare ad un figlio destinato a regnare; e il frutto che Alessandro ne trasse, corrispose perfettamente