Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/472

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SECONDO 455 pacia, coni’ ei ben dava a vedere ne’ suoi ’ c0stuiui e nel suo portamento; Massimiano Erculeo adottò Costanzo Cloro pronipote delfiiuperadore Claudio II, principe di bontà e di clemenza non ordinaria, e degno di aver per figlio il gran Costantino. Essi divisero in quattro parti l’impero, cosa non ancor veduta; ma Diocleziano tenne sempre un grado d’autorità superiore agli altri. Fu mirabile per molti anni la scambievole unione che strinse insieme i quattro sovrani. Ma l’anno 305 Massimiano Galero costrinse minacciosamente i due Augusti I)iucle,iauo e Massimiano Erculeo a rinunciare f impero. Galero e Costanzo furon dunque riconosciuti Augusti; e il nome di Cesare fu dato a Severo uomo da nulla, e a Massi mi no Da za figliuolo di una sorella di Galero. Diocleziano visse poscia privatamente a Solona in Dalmazia, ove morì l’anno 313. Massimiano Erculeo al contrario ripigliò lo scettro nello sconvolgimento in cui trovossi l’impero alla morte di Costanzo Cloro. Io non tratterrommi a raccontarne le varie e funeste vicende. Basti il dire che si videro quasi al medesimo tempo otto imperadori, Massimiano Galero, Severo, Massimino, Costantino il Grande, dopo la morte di suo padre Costanzo levato da’ soldati alla dignità imperiale, Massenzio figliuolo di Massimiano Erculeo che da se medesimo usurpolla in Roma, lo stesso Massimiano Erculeo che ad istanza del figliuolo di nuovo la prese lo stesso anno 306, Licinio dichiarato imperadore l’anno seguente da Massimiano Galero, e Alessandro che si usurpò l’impero in Cartagine l’anno 3o8.