Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/569

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53a libro Così questo incomparabile cittadino provvedeva a’ vantaggi della sua patria , e assicurava insieme, quanto era possibile, la durevolezza de’ suoi medesimi beneficj. VIII. Nè qui si ristette l1 amore e la beneficenza di Plinio verso la sua patria. Di una pubblica biblioteca ancora egli le fece dono; e perchè la solennità dell’aprimento di essa accendesse maggior desiderio ne’ suoi concittadini di ben usarne, nel giorno in cui egli secondo l’usato rito la dedicò, fece un1 orazione in presenza dei decurioni ossia de’ capi della repubblica, di cui egli parla due volte nelle sue Lettere (l. 1, ep. 8; l. 2, ep. 5) con quella amabile compiacenza che è propria delle anime grandi nel far beneficii. L1 esempio di Plinio fu quello probabilmente che determinò ancora altri Comaschi a usare di somigliante liberalità verso la loro patria. Egli rammenta un certo Caninio che una somma di denaro donata avea al pubblico, perchè giovasse a distribuire al popolo vittovaglie (l. 7, ep. 18). A questi tempi forse ancora appartiene un1 iscrizione pubblicata dall’Apiani (Inscr. Sacr. Vetust. p. 78) come esistente nella chiesa di S. Fedele della stessa città, e posta in onore di un certo Atilio gramatico che di tutto il suo avere avea fatto dono a quel pubblico. Ella è del seguente tenore: