Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/621

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584 LIBRO imperadore; per timore ch’egli non opprimesse il giovinetto Valentiniano II. Ma avendo il tiranno costretto Valentiniano a fuggir dall’Italia, Teodosio venuto con lui a guerra il vinse, ed ebbelo nelle mani; e mentre egli inclinava a usargli pietà, Massimo da’ soldati fu ucciso l’anno 388. Valentiniano II rimesso sul trono d’Occidente sotto la tutela di Giustina sua madre, celebre pel cieco impetuoso suo zelo a favore dell’arianesimo, poco tempo vi si mantenne, ucciso egli pure l’anno 392 in età di soli venti anni per opera del ribelle suo generale Arbogasto. Ma questi ancora insieme con Eugenio da lui posto sul trono periron presto sconfitti da Teodosio l’anno 394, quegli uccisosi di sua propria mano, questi per comando di Teodosio che rimase per tal maniera imperadore dell Oriente e dell’Occidente insieme co’ due suoi figli Arcadio e Onorio. Egli ancora però finì presto di vivere, morto in Milano nel seguente anno 395 in età di cinquant’anni, principe per pietà, per valore, per tutte le più belle virtù degno d’essere paragonato co’ più illustri sovrani, e di cui tutti gli antichi scrittori gentili non meno che cristiani parlano co’ più grandi elogj, e che solo in questi ultimi anni è stato maltrattato da alcuni, presso i quali l’onorare e il proteggere la religione è troppo grave e non perdonabil delitto. A’ tempi di questi imperadori non troviamo nè alcuna legge, nè altra cosa veruna fatta a pro delle lettere. Anzi a questo tempo medesimo si dee fissare ciò che racconta Simmaco, che di questi giorni appunto viveva in Roma; cioè che a’