Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/729

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IN. Di quelle di lla Chiesa romana. IV. Biltliulcchc private. 692 LIBRO S. Agostino (Positi, in Vita c. 31) che vicino a morte raccomandò singolarmente a’ suoi successori la cura della biblioteca e di tutti i codici della sua chiesa d’Ippona, così non è a dubitare che uguale non fosse la sollecitudine degli altri vescovi intorno alle biblioteche della chiese lor proprie. Ma di ciò già si è accennata qualche cosa nel primo capo di questo libro. III. La Chiesa romana dovette in ciò ancora precedere coll’esempio alle altre. Noi, a dir vero, non troviam memoria di biblioteca sacra in Roma prima de’ tempi d1 Ilario che fu eletto pontefice fanno /JG i, perciocché prima di lui narra Anastasio Bibliotecario (in ejus Vita), che due biblioteche ei pose nella basilica di Laterano. Ma parmi probabile che non aspettassero fin a quel tempo i romani pontefici a procurare alla lor chiesa questo vantaggio; molto più che alcuni ve n ebbe tra essi, come S. Damaso e S. Leone, che per letteratura non meno che per santità si renderono illustri. IV. Per ciò che appartiene alle private biblioteche, come non furon molti coloro che in questi tempi attendessero agli studj, così pochi ancora dovettero esser solleciti di raccogliere libri. E nondimeno egli è verisimile che tutti gli uomini dotti anche a questa età avessero la loro propria biblioteca. Simmaco avea certamente la sua, di cui egli stesso ci ha lasciata memoria nelle sue Lettere (l.8, ep. 12). Anzi a questi tempi ancora aveano alcuni il costume di radunar gran copia di libri. lusingandosi che ciò bastasse a divenire, o almeno ad esser