Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/194

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SECONDO I33 de’ tempi furon questi paesi ancora malmenati ed oppressi. I Francesi venner più volte ad assaltare i Longobardi nelle loro provincie (V. Murat Ann. d’It. ad an. 577, 583, 585, 588, 590); e singolarmente l’anno 590 giunsero non solo a Trento, ma a Piacenza ancora e a Verona. Innoltre i Greci non sol possedevano Ravenna e le altre città dell’esarcato e Roma, ed altre provincie di que’ contorni, ma alcune città avevano ancora nel centro medesimo della Lombardia, e quindi in esso ancora eran frequenti le guerre. Così Brescello città allor vescovile l’an 585 fu espugnata da Drottulfo capitano svevo al soldo de’ Greci, e poscia ripresa da Autari che spianar ne fece interamente le mura (Murat, ad h. an.). Così un’isola posta nel lago di Como, e percìò detta Comacina, mantennesi fedele a’ Greci fino all’anno 588, nel quale dopo sei mesi d’assedio fu presa da’ Longobardi (ib.). Anzi l’an 590 espugnate furon da’ Greci Modena, Altino e Mantova, e poscia loro spontaneamente si arrenderono Reggio, Parma e Piacenza (ib.). Padova solo l’anno 601, e solo l’anno 603 cadde nelle lor mani Cremona (ib.). Abbiam dunque presso a quarant’anni di continue guerre tra i Longobardi e i Greci. VI Nè queste eran già guerre somiglianti a quelle dei nostri giorni, di cui il maggior danno ricade su’ combattenti, mentre i cittadini non rare volte ne divengon più ricchi. Le città e le castella davansi spesso alle fiamme, e spianavansi da’ fondamenti, come avvenne a molte castella del Trentino e del Veronese , e alle vi. Quanto sanguinose e rr tuieli fossero allora 1« guerre»