Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/198

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SF.CONDO 13" Longobardi; e come la guerra loro co’ Greci, secondo che si è già dimostrato, si stese ancor fino al centro del loro regno, così tutta l’Italia fu involta nelle orribili calamità che ne furon l’effetto effetto. VII. Questo crudel furore era in gran parte frutto della feroce loro indole, della incolta e barbara educazione, e delle lor maniere selvagge ed aspre. Ma in gran parte era ancora effetto della diversità di religione ch’era tra essi e gl’italiani. Molti de’ Longobardi erano idolatri, e di una sì grossolana idolatria, che adoravano una testa di capra, come abbiamo da S. Gregorio, il quale racconta (l. 3 Dial. c. 17, 18) che 40 agricoltori una volta, e una volta 40 schiavi furon da essi per motivo di religione uccisi. Io so che i Dialoghi di S. Gregorio, ne’ quali egli narra un tal fatto , si hanno da alcuni in conto di favolosi. Ma io spero ch’essi almeno gli daran fede, quando ei narra cose avvenute a’ suoi giorni e in paesi poco lontani. Que’ medesimi Longobardi che seguivan la legge di Cristo, erano per lo più ariani; e benchè lo stesso S. Gregorio confessi che per ammirabile provvidenza del cielo i lor sacerdoti ariani non molestavano i Cattolici (ib. ec. c. 29), egli è però verisimile che questa diversità di religione li rendesse ancor più crudeli contro de’ lor nemici. Io concederò, s’ei così vuole, al ch. Muratori, che i Francesi e i Greci non fosser punto migliori de’ Longobardi (Ann. d’Ital ad an. 584, 595); e certo de’ Greci lagnasi S. Gregorio, che la lor nequizia superasse le spade de’ Longobardi; sicchè sembravano più