Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/200

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SECONDO 13l) .fjertarido e Godeberto vennero, come abbiam detto, a guerra tra loro, e Grimoaldo duca di Benevento se ne prevalse per usurparsi il trono tolto ad amendue. Alachi duca di Trento e poscia di Brescia ribellossi prima l’an 680 contro di Bertarido, poscia contro di Cuniberto l’anno 690. Più altre finalmente ne abbiamo accennate nel compendioso racconto che fatto abbiamo della storia de’ re longobardi. Quindi, se attentamente riflettasi alla storia medesima, egli è manifesto che l’Italia fu quasi sempre agitata ne’ tempi del loro impero da guerre interne che la dovetter condurre all’estrema desolazione. IX. L’indole ancora e i costumi de’ Longobardi concorser non poco a sbandire quasi interamente dall’Italia ogni letteratura. Uomini feroci, e nati, per così dire, e vissuti sempre fra l’armi, appena sapevano che vi avesse al mondo lettere e scienze. Il ch. Muratori afferma che a poco a poco s’andavan dis ruggìncndo i barbari Longobardi con prendere i costumi e i riti degl’Italiani (Ann. d Ilal. ad an. 618). Il che certamente è verisimile. Ma noi veggiamo ciò non ostante ai tempi ancora più tardi del loro regno pruove frequenti che molto essi ancor ritenevano dell1 antica ferocia. Da essi furono introdotte in Italia quelle barbare e superstiziose pruove dell’innocenza di alcuno, che diceansi giudizj di Dio, e un esempio singolarmente ne troviamo eh’ è forse il primo che s’incontri nelle nostre storie, cioè di un duello fatto a provare la fedeltà conjugale di Gundeberga moglie del re Arioaldo (id an. rida). IV. Feroci;« de7 Longobardi e loro totale ignorati»*.