Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/257

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presso Benevento poteva nominar Milano città vicina, e molto più dire: in questa città di Milano? I Maurini editori delle Opere di S. Agostino con maggior riflessione avvertono che Milano poteasi chiamar vicino in confronto delle altre città poc’anzi nominate. Ma ancorchè ciò si conceda, potea forse questo bastare per dire in questa città? Meglio è dunque o negar che quel passo sia di Ambrogio Autperto, o almen asserire che quelle parole in propria hac vi siano state aggiunte per man d’alcuno che credendone autor S. Ambrogio, pensò ch’egli dovesse scriver così. Ambrogio Autperto morì l’anno 779 mentre andava a Roma, perchè dal pontefice Adriano si dicidesse la contesa che era insorta per la sua elezione alla dignità di abate di quel monastero. Di che e delle altre cose che a lui appartengono, veggansi, oltre i citati autori, il P. Mabillon (Ann. Bened. t. 2, 24, n. 71, 93) e il P. Ceillier (Hist. des Aut. eccl. t. 18, p. 119).

Capo III.

Belle Lettere.

I. La necessità di mantener tra’ Cattolici, e di difender contro gli Eretici i dogmi della religione, anche fra questi tempi di barbarie e di sconvolgimento condusse alcuni, come abbiam dimostrato, a coltivare gli studi sacri. Ma l’amena letteratura non era da stimolo o da motivo alcuno avvivata. I Longobardi, che signoreggiavano una gran parte d’Italia, appena