Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/395

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alcuna, nè vi era più ombra d’idolatria? È dunque assai più probabile che lo scrittore di quest’egloga vivesse veramente nel v secolo, come affermano Onorio d’Autun e il Tritemio; benchè non si possa affermar con certezza, come ha fatto il Tritemio, ch’ei sia ancora l’autore della Consonanza della Sacra Scrittura. Abbiamo tuttora l’egloga di Teodolo, di cui si son fatte più edizioni, ea’anche lo stile di essa sembra più conveniente al v che al x secolo. Io nondimeno ne ho qui favellato, perchè a questi tempi ne parlano tutti i moderni scrittori.

Capo III.

Belle lettere.

I. Eccoci a un argomento in cui già da più secoli appena incontriamo oggetto che con piacer ci trattenga, e che altro non ci offre comunemente che rozzezza e barbarie. Ciò non ostante anche da questo incolto terreno noi verrem raccogliendo, benchè a grande stento, qualche piccola spiga, che se non potrà appagare per ora le nostre brame, diaci almeno speranza di più lieta messe ne’ tempi avvenire. E per cominciare dallo studio della lingua greca, come abbiam fatto anche nell’epoca precedente, niuno avrà a stupire eli’ essa fosse tuttor coltivata da molti in quella estremità dell’Italia che in parte era ancor sottoposta ai Greci j perciocchè il vieendcvol commercio tra essi e gl’italiani rendeane necessario lo studio. Così