Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/655

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5g4 LIBRO di questi tempi si volsero alla medicina, essa non fece grandi progressi, nè troviamo alcuna nuova scoperta fatta in quest’epoca. Gli studiosi di quest’arte non si occupavano comunemente che in tradurre, o in compendiare i libri de’ medici antichi. Ma lodevoli nondimeno furono i loro sforzi, perchè in tal modo e ci conservarono le cognizioni eli’ eransi prima acquistate, e animarono i lor successori a tentar cose nuove, e a condurre la medicina a perfezione maggiore. XII. I dotti autori della Storia de’ Professori dell’Università di Bologna, de’ quali parleremo nel capo seguente, han ricavato da alcune carte nel secolo XII (De clar. Prof. Archig. Bonon. t 1, pars 1, p. 439) i nomi di parecchi medici che a quel tempo furono in Bologna. Ma, come niuno di essi ci ha lasciata opera di sorte alcuna, non giova ch’io qui mi trattenga a parlare di loro, o di altri somiglianti medici di poca fama, che vissero a questa medesima età. Essi nondimeno confessano che non vi è indicio a provare che allora fosse in Bologna scuola pubblica di medicina, e lo stesso vuol dirsi di Pisa, benchè ivi pure molti medici fossero alla metà del XII secolo, come prova il cav. Flaminio dal Borgo (Diss. sull Orig. delrUniv. di Pisa, p. 78). Nè io penso che fuor di Salerno altra ve ne avesse in Italia, benchè pur fossero certamente medici in ogni luogo. Ad essi sarà bastato probabilmente il leggere quei pochi libri di medicina che riuscisse loro di rinvenire, e il prender consiglio ed ammaestramento da quelli cui la lunga esperienza avesse