Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/721

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GGo libro quella sede, secondo l’Ughelli, dal 1157; fino al 1185. Io lascio di parlare di alcuni altri interpreti di Graziano rammentati dal P. Sarti che vissero a quest epoca, perché non vi ha alcuno tra essi di cui sia molto celebre il nome. Solo a gloria dell’Università di Bologna dobbiamo aggiugnere che per questi studj si vede accrescere ad essa il concorso degli stranieri d’ogni nazione. Io accennerò i nomi di alcuni tra loro, de’ quali il P. Sarti ragiona più ampiamente , bastandomi darne alla sfuggita una qualunque idea per porre fine una volta a questo capo, in cui ci siam forse trattenuti oltre al dovere. Tali furono dunque un canonico di Londra (p. 285, ec.), in favore di cui abbiamo più lettere di Alessandro III al re d’Inghilterra, nelle quali però non se ne esprime il nome che colla lettera iniziale D; Giovanni e Pietro amendue spagnuoli, che ivi furono non sol discepoli, ma professori e interpreti delle Leggi canoniche, Stefano vescovo di Tournay, e Eraclio arcivescovo prima di Cesarea, e poscia patriarca di Gerusalemme, oltre più altri che da diverse città d’Italia colà si erano recati per tali studj. XXXIX. Mentre l’opera di Graziano con plauso sì universale si spargeva per ogni parte, un’altra Raccolta di Canoni fu compilata, il cui originale conservasi manoscritto nella biblioteca de’ canonici della basilica Vaticana. Dal codice stesso raccogliesi che ne fu autore il cardinale Laborante natìo di Pontormo in Toscana; ch’egli era già stato per motivo di studio in Francia, che 20 anni impiegò in tale fatica, a cui