Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/8

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PREFAZIONE VII finsi, desinenze, troncamenti ed altri, dirò così, diversi accidenti che nello scrivere non si usavano; e che appunto perchè essi erano usati nel parlar famigliare, si mantennero durevolmente, e si propagarono fino a noi. Ma aggiungono essi, nelle scuole romane insegnavasi la lingua latina, come or s’insegna tra noi. Dunque ella non era la lingua usata dal volgo. Sì certo; la lingua latina elegante, colta, vezzosa non si usava dal popolo, come non si usa dal popolo tra noi l’elegante lingua italiana. E come tra noi nelle scuole ben regolate, oltre il latino, s’istruiscono i fanciulli nel colto toscano, così i Romani, oltre la lingua greca, erano ammaestrati nell’eleganze della latina; e come tra noi, benchè la lingua italiana sia a tutti comune, pochi nondimeno scrivono in essa con eleganza, non altrimenti avveniva ancor tra’ Romani, che non molti erano i colti e graziosi scrittori. Io non voglio qui trattenermi a esaminare le altre ragioni che da’ sostenitori di questa opinione si allegano in lor favore. Ognun può vederle ne’ loro libri; e se ciascheduna di esse, o tutte insieme han forza a dimostrare altro che ciò ch’io ho detto poc’anzi, cioè che il parlar del volgo in Roma e in tutta l’Italia era più rozzo che il parlare e lo scriver dei dotti, come appunto il parlar del volgo in Italia e in ogni altro paese del mondo è più rozzo del parlare e dello scriver de’ dotti, io cederò volentieri, e confesserò di essere stato in errore. Un’altra non meno nuova opinione sull’origine della lingua italiana è stata proposta dal march. Maffei. Questo grand’uomo ha scoperti e combattuti felicemente molti popolari errori in ciò che appartiene ad antichità e a storia , che sembravano dalla perpetua tradizione comunicarsi dall’una all’altra età, e gittare sempre più ferma radice non sol tra’ il volgo, ma ancor tra’ dotti. Ma sembra che da questo suo lodevol costume di farsi incontro a’ pregiudizj degli uomini, quando non fosser conformi o alla retta ragione, o a una valida autorità, egli si sia talvolta lasciato condur tropp’oltre, e che in qualche occasione troppo facilmente abbia gridato all’errore. Alcune prove avremo a recarne in questa parte di Storia a cui or ci accingiamo. Fra queste parmi che debba aver luogo ciò ch’egli ha scritto intorno all’origine della nostra lingua.