Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/190

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


SECONDO 169 quai fondamento si dica che leggesse teologia in Bologna, si vegga presso il medesimo autore (ib. p• 9)- Di S. Tommaso, di cui pur si racconta lo stesso, parleremo tra poco. In tal maniera erano in Bologna pubbliche e rinomate scuole di teologia, ma separate dall’università, a cui poscia dovettero essere incorporate e congiunte per la Bolla d’Innocenzo VI da noi mentovata poc’anzi. V. Nelle altre città è probabile che la teologia avesse i suoi professori o nelle universiità, ove esse eran fondate, o presso i regolari, e singolarmente ne’ conventi de’ Predicatori, come in Bologna. In fatti nei capitoli stabiliti per l’erezione dell’università di Vercelli abbiam veduto (sup. l. 1, c. 3, n. 10) che tra’ professori che vi doveano tenere scuola, vi è nominato espressamente il teologo. Al contrario in Padova sembra che l1 università non avesse teologi, perchè abbiam parimenti osservato (ib. n. i3) chel’ab.Engelberto verso l’anno 1280, dopo avere studiata la filosofia a quella università, passò allo studio della teologia nel convento che in quella città medesima aveano i Predicatori. E sembra che in tale stato durasser le cose fin verso l’anno 1360, perciocchè allor solamente fu in quella università introdotta la cattedra teologica, come mostra il Facciolati (Fasti Gymnas. patav. pars 1, p. 17). e noi a suo luogo vedremo. Così pure si è dimostrato (l. c. n. 15) che allor quando i Predicatori e i Minori furono da Federigo II cacciati da tutto il regno di Napoli, quella università ebbe ricorso ad Erasmo monaco casinese, perchè venisse a tenervi scuola di teologia.