Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/379

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358 LIBRO vissuto al principio del xiv secolo, e perciò più antico del Borselli, nella sua Cronaca di Verona gli dà il cognome latino di Scledo (Script Rer. ital. vol 8, p. 80), che corrisponde appunto a quello di Schio; e così pure egli appellasi in una medaglia del Museo Mazzucchelliano (t. 1, tab). 6, n. 1): Johannes Schledus Vicentinus; la qual medaglia però non so a qual tempo appartenga. Gherardo Maurisio afferma (Script. Rer. ital. Vol. 8, p. 37") che egli era figliuolo di Manellino causidico e cittadin di Vicenza. I pp. Quetif ed Echard dicono essere comune opinione (Script. Ord. Praed. t. 1, p. i5o) eh egli l’anno 1220, o nel susseguente ricevesse in Padova l’abito religioso di S. Domenico. Ciò che è certo, si è che l’anno 1233 egli coll’apostolica sua predicazione commosse a non più veduto rumore Bologna, e poscia tutta la Lombardia. Il Sigonio parla distesamente (Hist. Bonon. l. 5, p. 245, ec.; de Regno Ital. I. 1 7; de Episcop. Bonon. in Henrico a Fracta) delle cose da lui operate in Bologna, che fu la prima città ov’ei si rendesse famoso; e scrittor diligente, qual egli era, avrà certo tratta ogni cosa da autentici documenti. A me piace ciò non ostante il ricorrere a’ più antichi e perciò più sicuri fonti. Tale è singolarmente l’antica Cronaca di Bologna pubblicata dal Muratori, in cui al suddetto anno così si dice di quest’uom portentoso (Script. Rer. ital. vol. 18, p. 257, ec.): Venne a Bologna uno dell Ordine de’ Predicatori, che avea nome frate Giovanni da Vicenza, che per tal modo predicava al popolo, che tutti i cittadini e contadini e