Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/518

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SECONDO 497 continuato poscia da altri che nel terzo tomo di questa Storia abbiam rammentati. Ad Ottobuono, che fu l’ultimo da noi allor nominato, venne in seguito Ogerio Pane, che ripigliando la Storia dal 1197, la continuò fino al 1219 (Script. Rer. Ital. vol. 6, p. 379). Egli non dice di averla intrapresa per pubblico ordinej ma non è a dubitare che come que’ che l’aveano preceduto, e que’ che gli vennero dopo , così egli ancora non fosse a ciò fare prescelto per pubblica autorità. Dall1 anno 1220 fino al 1223 ella fu proseguita da Marchisio cancelliere, il quale dice (ib. p. 417) di essersi accinto a tal lavoro ad istanza di Rambertino Guido da Bavarello , o, come leggesi poche linee appresso, da Bonarello (a). Assai più lungo spazio di tempo abbracciò Bartolommeo cancelliere egli pure, perciocchè venne innoltrandosi fino all’an 1264 (ib. p. 435). Nel qual anno , perchè in avvenire le Storie di quella città avessero ancora credito e autorità maggiore, il podestà di Genova, ch’era Guglielmo Scarampi astigiano (ib. p. 531), volle che la continuazione di esse fosse affidata a quattro nobili e dotti cittadini, i quali furono Lanfranco Pignolo e Guglielmo Multedo giureconsulti, Marino Usumare e Arrigo marchese di Gavi (ib. p. 533). Essi non giunsero colla loro Storia che alf anno 1267 , dopo il qual anno per un altro (a) Questo Rambertino è quello stesso che col norne di Lambertino o Rambertino da Huvarello rammenteremo nel capo secondo del libro seguente, ove palleremo della poesia provenzale che da lui pure fu coltivata. Tiraboschi, Voi. IV. Zi