Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/116

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PRIMO 79 pontefice Giovanni XXII che Fanno i322 accordò a quella università grazie e privilegi non piccioli, come da’ registri della Vaticana pruova il Ghirardacci (ib. p. 27, 36). Così finalmente ottennero che gli scolari medesimi, i quali erano già da Bologna passati a Siena, veggendo queste lor nuove scuole sconvolte e mal ordinate, invogliaronsi di ritornare onde eran partiti, e invitati con cortesi maniere e con onorevoli privilegi da’ magistrati di Bologna , vennero l’anno 1323 a continuare ivi i loro studj (ib. p. 40). Infatti veggiamo all’an 1325 un buon numero di professori in Bologna occupare le cattedre delle più ragguardevoli scienze. Eccone il catalogo tratto per opera del Ghirardacci dai Libri delle pubbliche provvigioni (ib. p. 56): Leggevano quest! anno pubblicamente nello studio di Bologna Guido da Foligno dottore decretale alla lettura straordinaria de’ Decreti col salario di cinquanta lire, Rainiero da Forlì dottore di legge alla lettura del Digesto nuovo col salario di 100 lire, Pietro de’ Cerniti dottore di legge alla lettura del Volume col salario di 100 lire, frate Uberto da Cesena dottore decretale alla lettura ordinaria de’ Decreti col salario di trecento lire, maestro Cecco di Ascoli leggeva astrologia col salario di 100 lire, maestro Angelo d’Arezzo leggeva filosofia col salario di 100 lire, maestro Mondino dottore in medicina leggeva in pratica col salario di 100 lire, maestro Francesco dottore delle arti leggeva i libri piccoli della Filosofia Naturale, de Caelo, e la Meteora, col salario di 100 lire, maestro Vitale dottore in gramatica leggeva