Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/12

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PREFAZIONE XI stesso Petrarca, perciocché questi parlando del secondo suo viaggio a Napoli, dice: Non ea Neapolis, quam, quartus voi vi tur aniius, Ausonia* inter florentem vidimus urbes. Carm. I. a, ep. ifi. Non è ella cosa onorevole l’errar seguendo tal guida? Siegue egli poscia a parlare di altri che non molto dopo scrisser la Vita del Petrarca, cioè di Bernardo Ilicino, Antonio da Tempo, Silvano di Venafro, Girolamo Squarciafico: e io ho avuto a soffi ire grande fatica, dic’egli (p. 7.0), nel raccoglier qualche notizia di essi, per fargli in qualche modo conoscere: i vostri Giornali, i vostri Bibliografi.’, o non parlan di questi pedanti, o non ne fanno che un motto. Ma si confronti di grazia ciò ch’ei ne racconta, con ciò che detto ne aveano il Crescimbeni, il Quadrio ed altri scrittori, e veggasi se vi ha cosa nuova di qualche importanza, ch’egli vi abbia aggiunta. Ben nuova è la notizia eh"egli ci da (p. 30), quando parlando del buon gusto che in Italia si sparse sul fine del secolo xv, dice che le donne vi ebber gran parte, e singolarmente Beatrice d’Este moglie di Lodovico Sforza duca di Milano, Io vorrei a tanti altri pregi di questa gloriosissima stirpe aggiugnere questo ancora, e nominar Beatrice fra quelli che da essa uscirono a vantaggio e ad onor delle scienze. Ma per quanto io abbia cercato, non mi è avvenuto di trovar altri finora che l’ab. de Sade, il quale le attribuisca tal lode. Tutti gli autori di que’ tempi ci dicon bensì gran cose della protezione da Lodovico Sforza accordata alle lettere, ma di Beatrice non fanno parola, Io lascio in disparte l’enumerazione ch’egli fa delle altre Vite del Petrarca, cioè di quella del \ ellutello, del Gesualdo e di altri, migliori delle precedenti, ma pur esse ancora non abbastanza copiose ed esatte per darci una giusta idea di questo grand’uomo. Ma non posso già ommettere ciò che appartiene a quella che ne scrisse Lodovico Beccadelli arcivescovo di Ragusi. L’ab. de Sade confessa (p..40) ch’ella è la migliore di quante comparvero nel secolo xvi; ma poscia, seguendo il giudizio ili M. de la Bastie (p 43)* dice ch’ella è troppo ristretta, che la cronologia,non