Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/475

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438 li uno citati e seguiti dall’Arisi (Cremori. litter. t 1, p. 154)? °lie lian posto in capo a Riccardo il cappello di cardinale. Egli morì l’an 1334, e se ne vede ancor l1 iscrizion sepolcrale riferita del Panciroli e da altri nella chiesa de’ SS. Giovanni e Paolo in Venezia, vui. (Vili. Jacopo da Belviso, da noi poc’anzi BckisoP”.io-accennato, dal Panciroli (c. 55) e da tutti cok^onorevo- munemeute gU scrittori si dice natio di Acqui, ìissimo. ]\|a U11 pasSo della Cronaca di Bologna scritta da Matteo Griffoni, e pubblicata dal Muratori, troppo chiaramente, s’io non m’inganno, conferma il sentimento di alcuni altri che il fan bolognese, perciocchè egli ivi è detto: Dominus Jacobus de Belvixo de Bononia (Script. rer. ital. vol. 18, p. 154)5 c nomina poscia, come più sotto vedremo, altri di questa famiglia, che erano da Bologna; e avverte che benchè questa famiglia fosse per lo più gibellina, Jacopo nondimeno avea costantemente seguita la parte guelfa. E vuolsi riflettere che una figlia di Jacopo era maritata in Matteo Griffoni avolo, o zio dello storico, che perciò dovea essere ben informato di questa famiglia. Alcuni il dicono scolaro del celebre Azzo; ma l’età a cui vissero l’uno e l’altro, basta a convincerli di errore. Fin dall’anno 1297 era professore straordinario in Bologna col titolo di baccelliere, come afferma il Ghirardacci (Stor. di Bol. t. 1, p. 54). Convien poi dire ch’ei passasse a leggere in Padova, perciocchè lo stesso scrittor racconta (ivi, p. 504) che l’anno 1307 ei fu chiamato da Padova a Bologna, essendo ben persuaso il Consiglio che ciò vi avrebbe latto