Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/115

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secondo 619 a tutti per la dignità di cui fu onorato, è il doge Andrea Dandolo, uomo degnissimo, di cui prendi am qui a ricercare diligentemente la vita e gli studj. La notizia dell anno in cui egli nascesse, dipende dall’accertare qual età egli avesse, quando fu eletto doge, nel gennaio dell’anno x 343 che da’ Veneziani diceasi ancora il 1342. Marino Sanudo, che al principio del secolo xvi scrisse le Vite de’ Dogi veneti, pubblicate dal Muratori, dice ch’egli allora contava 36 anni, mesi otto , e giorni 5 (Script Rer. ital vol 22, p. 609). ICortusi, scrittori contemporanei, affermano (ib. vol 12, p.909) ch’ei ne avea 38. Rafaello Caresino, scrittore egli pure contemporaneo e veneziano, dice clic egli avea 33 anni (ib. p. (\ 17); e questa parmi la più sicura opinione, perchè confermata ancora da due codici della Storia poc’anzi accennata de’ Cortusj, nei quali, invece di 38, leggesi 33. Convien dunque, per quanto sembra, fissarne la nascita all’anno 1310, o al precedente. Intorno al cognome di Contesino, o, come crede il Muratori doversi leggere Cortesino , veggasi la prefazione che egli ne ha premessa alla Cronaca (ib. vol. 12, p. 3). Il sopraccitato Sanudo ci narra eli’ ci fu Dottore valente, e che studiò sotto Riccardo Malombra gran Giureconsulto (ib. vol. 22, p.627), il quale era di questi tempi in Venezia col titolo di consultore, come abbiamo altrove veduto. Il titolo di dottore, dato ad Andrea, ha fatto credere al Sansovino, citato dal p degli Agostini (Scritt. venez t. 1 , pref. p. 8), clic