Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/117

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SECONDO 621 delle navi che partirono per Alessandria, fu Soranzo Soranzo, l’anno 1345. L’origine di questo nuovo commercio furono le dissensioni insorte tra i Tartari, co’ quali prima faceasi, e i Veneziani; ma queste ancora da Andrea furono con solenne ambasciata tolte di mezzo , e il commercio rinnovossi felicemente l’anno 1347 (ib.). Questo si fiorente commercio risvegliò la gelosia dei Genovesi; e la gelosia proruppe, l’anno 1351 , in un’aperta guerra con diversi successi or all’una, or all’altra parte favorevoli, che non è di quest’opera il raccontare. XIX. Ciò che non dee passarsi sotto silenzio, si è che questa guerra diede occasione al letterario commercio fra questo doge e il Petrarca. Questi, che fin dal 1350 era stato fatto canonico in Padova, ed ivi perciò abitava almeno per qualche tempo , poté in qualche viaggio a Venezia conoscere il Dandolo; ed ambedue erano tali in cui il conoscersi non poteva andare disgiunto dallo stringersi in amicizia. Or quando il Petrarca vide queste due potenti e valorose nazioni rivolgersi l’una contro del1’altra , e incominciare una funestissima guerra, scrisse da Padova, a’ 18 di marzo di quest’anno medesimo 1351, una lunga lettera al Dandolo, in cui con robusta eloquenza si sforza di persuadergli la pace, e mostra insieme quanta stima egli ne avesse (Variar. ep. 1); perciocchè, dopo aver detto che la prudenza e il senno del Dandolo era di gran lunga superiore agli anni , gli rammenta che uomo qual egli è caro alle Muse e ad Apolline, deve odiare i guerreschi tumulti; e che comunque, ove il ben