Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/148

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65a LiDno loro concittadini e signori. Ma essi non ebbero in questo secolo se non pochi scrittori, niun de’ quali finora è stato dato in luce. Il marchese Maffei (Ver. illustr. par. 2, /*92, ec., 122, ec. ed. in 8) ne accenna i nomi e le opere, ed io rimetto chi legge a questo sì erudito scrittore. A questo secolo ancora riferiremo la Cronaca di Castello da Castello bergamasco, pubblicata dal Muratori (Script. Rer. ital. vol 16,/^.8 |i, ec.); scritta, è vero, in uno stile assai barbaro e che poco vantaggio reca alla storia general dell’Italia, perciocchè egli appena mai col racconto esce dalla sua patria; ma per ciò appunto utile assai alla storia di essa e delle sue famiglie, e che ben ci descrive l’orrido e luttuoso stato a cui essa era condotta dalle guerre civili. Comincia dall’an 1378, e fin dal principio l’autor ci racconta la parte che in quelle turbolenze egli ebbe, di che ragiona ancora altre volte; e giugne fino al 1407 in cui egli cessò di scrivere, forse perchè cessò ancora di vivere. Abbiam finalmente due frammenti di Cronaca del Friuli, l’uno pubblicato dal medesimo Muratori (ib. vol. 24, p. 1190), di cui fu in parte autore Giuliano canonico di Cividal del Friuli, e che fu poscia continuato da altri, e stendesi dal 1252 fino al 1364 Intorno alla qual Cronaca e all1 autore di essa veggansi ancora le osservazioni dell* eruditissimo sig. Liruti (Notiz. de’ Le (ter. del Friuli, t. 1, p. 292). L’altro di Giovanni Ailino di Maniaco dal 1381 fino al 1387, o anzi, come in altro codice, fino al i38q, che è stalo pubblicato dal Muratori (Antiq. Ital. t. 3) c dal eh. P. de Rubeis