Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/199

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TERZO 7o3 (Notizie de’ Profess. del t. 2, p. 176, ec. edit. Fir. 1767), ci han data di uno degli scrittori delle Vite de’ poeti provenzali che da essi dicesi italiano, acciocchè da questo si possa conoscere qual conto dobbiam fare della Storia de’ Poeti provenzali de’ sopraddetti scrittori. Egli è il monaco detto dell’Isole cT oro ossia di Jeres. Questi, secondo il Nostradamus, era deir antica e nobil famiglia Cibo di Genova, e si fece religioso nel monastero di S. Onorato di Lerins. Ivi ebbe la cura della biblioteca che era la più famosa e bella di quante ne aveva t Europa. Ed eccoci tosto una notizia che da niun altro ci è stata data (*). Questa biblioteca di Lerins non è stata conosciuta da alcuno degli scrittori di tale argomento, e il P. Ziegelbaver, che lungamente ha trattato di tutte le biblioteche Benedettine (Hist. Litter. Ord. S. Bened. t 1, p. 425; ec.), di questa sì celebre non ha fatto pur motto. Ma ciò ò (*) Ho dubitato dell’esistenza della biblioteca del monastero di Lerins \ e veramente io non so se si possa provare clf ella fosse a’ tempi, di cui ragiono, la piti famosa e bella ni quante n’aveva F Europa, come si afferma dal Nastrndamus. E certo nmdimeno, die in quel monastero tuttora esiste una biblioteca nera di nnticbi Codici, come mi ha assicurato 1’ornatissimo signor abate D. Giannantonio della Beretta, ora degnissimo vescovo di Lodi, che fha veduta e esaminata, benché ei non vi abbia potuto trovare il codice di cui il detto Nostradamus favella, lo credo però probabile che questa biblioteca debba principalmente la copia di cotai Codici al Cardinal Gregorio Cortese che per più anni vi fece soggiorno , come a suo luogo si dirà, e ad altri dotti monaci che a quel tempo medesimo vi abitarono.