Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/426

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y3o LIBRO antichi scrittori latini nella nostra lingua volgare. Così troviamo l’Eneide di Virgilio tradotta in prosa italiana da Meo di Ciampolo Ugurgieri sanese (Delizie toscane, t 1, p. i o5), e un’altra traduzione pure abbiamo dello stesso poema fatta da Andrea Lancia, il quale più altre opere antiche traslatò similmente. Di ciò veggasi l’abate Mehus (Vita Ambr. camalli p. i83), il (piale ragiona ancora di altre traduzioni verso questo tempo fatte da Filippo Ceffi, da Matteo Bellebuono, da Nicola Ventura e da altri. ili. Poco ancora possiam dire di alcuni altri professori di gramalica,* de’ quali solo sappiamo che ottenner gran nome. Giovanni da Strada, padre del poeta Zanobi, da noi mentovato nel capo precedente, tenne per più anni scuola di gramatica in Firenze, come ci narrano gli scrittori delle Vite di Zanobi e del Boccaccio, i quali ne furon discepoli. Il ch. dottor Lami crede probabile (Novelle letter. 1748, p. 218) eli’ ei sia quel Giovanni Mazzuoli che fu fatto prigionier da’ Lucchesi nella battaglia dell’Altopascio, l’anno 1325. Era al tempo stesso in Firenze un cotal maestro Filippo professor di gramatica, di cui nelle biblioteche di quella città conservasi un’opera di elementi della lingua latina. E convien dire ch’ei superasse nel sapere gramaticale tutti i suoi colleghi, perciocchè ei dicevasi per eccellenza maestro Filippo della Gramatica, come pruova l’ab. Mehus (l. cit p. 186) da un Necrologio di Santa Maria Novella, in cui se ne segna la morte all’anno 1340. Più celebre ancora è il nome di Bruno fiorentino per l’elogio che ne ha lasciato