Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/75

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5ECOKDO 5-J<J c di compose ancora qualche elegante trattato. Con maggior diligenza si diede a coltivare la filosofia naturale e l’eloquenza; e più profondamente prese a studiarle, perchè avea l’ingegno ad esse principalmente inclinato, e sapeva con singolare penetrazione disputare della natura delle cose. Abbiamo le coltissime orazioni da lui dette in più occasioni, e un volume di Lettere scritte ad assenti Finalmente egli avea letti con tale attenzione i libri degli oratori, dei poeti e degli storici tra noi più conosciuti e pregiati, che se gli era renduti, per così dir, famigliari Nè è a stupire che tanti e sì diversi studj ei potesse in sè riunire, perciocchè, come il Vergerio soggiugne, egli era sommamente parco così di cibo come di sonno. I medesimi autori esaltano con somme lodi il zelo e la sollecitudine ch’egli avea a vantaggio dei suoi scolari, ai quali mostravasi padre più che maestro, facendo chiaramente conoscere ch’ei cercava il loro non il suo proprio vantaggio. Al che ei congiungeva una chiarezza si grande nell’insegnare, che conveniva essere privo in tutto di ingegno, per non intendere le cose ancor più difficili ch’egli spiegava. Quindi da’ suoi discepoli egli era teneramente amato, e bastava il conoscerlo per concepire per lui tenerezza insieme e stima non ordinaria. Le opere che di lui si hanno stampate, sono singolarmente Commenti sulle Decretali, Consulti legali, e Trattati scritti all’occasion dello scisma; di che, e di altre opere inedite di diversi argomenti, veggasi il Fabricio (Bibl. ininf. Latiti, t. p 330) e le giunte ad esso fatte dal dottissimo