Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/90

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594 LIBRO magnifico elogio che ne fa il suddetto scrittore, recato nella volgar nostra lingua (De Orig. Rer. p. 16): Bencio lombardo di nazione, alessandrino di patria, cancelliere di Can Grande primoì e poi de’ nipoti, uomo di grande letteratura } raccogliendo le opere di tutti gli storici, e cominciando dalla creazione del mondo, descrisse la Storia di tutti i re, de’ popoli e delle nazioni tutte; opera immensa e voluminosa eh9 ei divise in tre, parti, talchè di lui si può dire ciò che già scrisse Catullo, cioè che avea ardito di raccogliere in tre carte, cioè in tre volumi, dotti al certo e laboriosi, tutte le età. Ma di questa grand’opera io non trovo chi ci indichi non solo qualche edizione, ma pure un codice manoscritto (n). E nondimeno avendone noi la (a) La Cronaca di Bencio alessandrino, che si credeva smarrita, si è, non è molto, felicemente trovata tra’ mss. della biblioteca Ambrosiana di Milano , benchè con errore intitolata Benvenuti Chronicon. Al signor dottor Gaetano Bugati, uno de’ dottori del collegio ambrosiano, siam debitori di questa bella scoperta che egli ha comunicata al pubblico nelle Memorie Storico-Critiche intorno le Reliquie ed il Culto di S. Celso Martire , stampate in Milano nel 1782, opera piena di scelta e molteplice erudizione, in cui, a pag. 132 e segg., ei mostra assai bene che quella è appunto la Cronaca di Bencio, il quale, come da essa raccogliesi, prima di essere cancelliere di Can grande dalla Scala, era stato cancelliere del vescovo Lambertengo di Como, il quale, secondo l’Ughelli, tenne quella sede dal 1295 fino al i32 j>. Veggasi ancora ciò che a conferma di questa scoperta si è detto nel Giornale dei Letterati, che stampasi in Modena (t. 25, p. 231), ove vi sono riportate alcune altre notizie su questa Cronaca, dallo stesso dottor Bugati cortesemente comunicate a’ giornalisti.