Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/92

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596 LIBRO Latino*^ che dallo Scharilio (De jliristi et auctor. Imper.) e dal Goldasto (De Monarch. Imper. t. 2) è stato dato alle stampe, cambiandone il nome di Landolfo in quel di Radolfo. Di questo libro conservasi un codice a penna in questa biblioteca Estense, in cui egli è chiamato canonico di Siena, come avvertì già il Muratori (Script rer, ital t 8, p. 619), onde, se non vuolsi in ciò riconoscere error di penna, convien dire che in due chiese al tempo medesimo, o successivamente fosse Landolfo canonico. Credesi inoltre da alcuni ch’ei sia quel Landolfo Sagace a cui si attribuisce in qualche codice la continuazione della Storia Miscella, della quale abbiamo altrove parlato. Ma non vi è alcun monumento che ce ne possa far certa fede. Finalmente l’Oudin, per errore, ha creduto che a lui si debbano certi Comenti sul Maestro delle Sentenze, che son veramente di Landolfo Caracciolo dell’Ordine de’ Minori (Fabr. l. cìt). A questo luogo appartiene anche F. Francesco Pipino dell’Ordine de’ Predicatori e bolognese di patria. Noi abbiam già favellato e della version latina, ch’egli ci ha data, de’ Viaggi di Marco Polo, e della breve descrizione da lui composta de’ paesi ch’egli stesso avea corsi viaggiando. Ei tradusse inoltre in latino la Storia delle guerre di Terra Santa, scritta in francese da Bernardo Tesoriere e pubblicata dal Muratori. Ma assai più ragguardevole è un altro lavoro da lui intrapreso, cioè una Cronaca generale dalla origine de’ re franchi fino all’an 1314- Nel compilarla ei tenne il metodo allor comune a tutti