Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/607

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SECONDO 5()1 felicemente, benché ad essa per lo più congiungessero le astrologiche superstizioni. Giorgio Valla , di cui diremo più a lungo nel favellar de’ grammatici, scrisse qualche comento sulle opere astronomiche di Tolommeo e di altri antichi, alcune ancor delle quali furon da lui recate in latino, come dimostra il Weidlero (JlisL A strattoni, p. 3o()• Abbiam pure alcuni Comenti sulle Opere del Sacrobosco e del Peurbachio di Giambattista da Capova professore di astronomia in Padova nel (ib. p. 324 Facciol. Fasti Gymn. pat. pars 2, p. 117). I poemi di Gioviano Pontano sulle stelle e sulle meteore, de’ (quali diremo altrove, ci mostrano quanto studio avesse fatto egli pure nella scienza astronomica (a). Un Comento sulla sfera scrisse ancora Gasparino Borro veneziano de’ Servi di Maria, uomo che fu al tempo medesimo teologo, filosofo, astronomo e poeta, e morì nel 1489, di cui più copiose notizie si posson vedere presso il conte Mazzucchelli (Se riti. ital. t. 2, par. 3, p. 1787, ec.), ed altri scrittori da lui citati. Antonio Flaminio siciliano professore in Roma sulla fine di questo secolo due volumi avea scritti su’ movimenti celesti, come pruova il Mongitore (Bibl. Sicula, t. 1, p. 67) coll’autorità di una lettera di lui medesimo, che trovasi fra quelle di Lucio Marineo Marin. Epist (’/) M. Baiily (IVst. de l1 Astron. inod. t. i, p. f»c)3) c prima di lui il Weidlero (Hi sì..-tstron. p. 3*T) hanno osservato che sembra il Pontano essere stalo il primo a rinnovare 1* opinion di Democrito che attribuiva la luce della via lattea a un numero iulinito di picciote stelle.