Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/609

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SECONDO 5g3 (Singiilar. litt. t. 1 ì p. 316), traendole dalf orazion funebre che ne recitò Niccolò Lucaro cremonese egli pure, stampata nella Raccolta de’ Sermoni di f Gregorio Britannico, in cui dice che egli era stato scolaro di Jacopo Alieri, di Niccolò da Cremona agostiniano, e di Appollinare Offredi; che allo studio della filosofia congiunse quello ancora della medicina; ma che singolarmente applicossi all’astronomia, chiamato perciò a insegnarla pubblicamente da Leonello d’Este a Ferrara (a)» da Francesco Sforza a Milano, e da Pio II a Roma; parla della grande stima in cui egli era presso tutti, e accenna alcune opere astronomiche da lui composte. Francesco Filelfo però, che l’anno 1455 il vide in Ferrara, in sua lettera si prende giuoco di di lui, e de’ giudizj astrologici da lui formati (/. la, cp. 7.4)j mostrando ch’egli avea errato nel formar l’oroscopo al duca Francesco Sforza. Ei morì nel 1492 in età di ottantadue anni. Ai quali astronomi moltissimi altri potrei qui aggiugnerne, se tutti volessi annoverare coloro de’ quali sappiamo o che furono professori di astronomia, o di astrologia in alcune università italiane, o che di questa scienza trattarono in qualche lor libro» (a) Del soggiorno di Batista Piasìo in Ferrara si ha un’altra pruova in un memoriale olferto al duca Borso Tanno 1 (.'o prò parte Daplistae de Piastis de Cremona Artium et Medicina e Doctorix et A Urologi) con cui lo supplica pel pagamento di ciò che gli restava ad avere del suo stipeudio. Lsso conservasi in questo archivio camerale. ✓ TlRABOSCHl, Voi. VII. 38