Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/610

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5l)4 LIBRO XXXyi. Ninna provincia però sì ardentemente si volse a coltivare tali studj , quanto la Toscana. Il dottissimo ab. Ximenes nella seconda parte dell Introduzione storica alla sua opera sul Gnomone fiorentino ne annovera i più famosi, e tra essi veggiamo quel Guglielmo Bec. chi agostiniano, da noi mentovato già fra1 teologi, autore di alcune osservazioni sopra una cometa, che conservansi nella Magliabecchiana; Goro di Staggio Dati, che scrisse un poema in ottava rima sopra la Sfera (*), di cui si hanno più edizioni, e più altri che ivi si annoverano; a’ quali si può aggiugnere Paolo Alamanni, che da Giovanni Pico della Mirandola (In Astro log. I. y, c. 12) vien detto matematico insigne a servigio del duca d’Urbino, ma nimico dell1 astrologia giudiciaria. Già abbiamo osservato che Marsilio Ficino non andò egli pure esente da questa taccia. Ma due singolarmente ottennero in questa scienza gran nome, Lucio Bellanti sanese, e Lorenzo Buoninconti da S. Miniato. Il primo al pubblicarsi dell’opera di Giovanni Pico contro l’Astrologia impugnò l’armi a combatterla, e a confutar gli argomenti contro essa recati da quel grand’uomo, di cui per altro egli parla con molta stima, dolendosi che coloro, i quali dopo la morte di (*) 11 sig. Domenico Maria Manni accenna in una sua prefazione la recentisiima scoperta fatta (Prcfaz. al Volgari zza mento arile Favole dì Esopo, Fen. 1778, p. 31, ec.) che Goro di Staggio Dati nou fu già I autore del poema in ottava rima sopra la Sfera, e che altro egli non fece che copiare il detto poema composto da 1’. Leonardo Dati domenicano suo fratello.