Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/171

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SECONDO 8l3 risalendo dalle ultime parole alle prime. Udendo le. stesse lezioni, io volgevale in versi, e tosto le ripeteva con grande stupore di tutti Avendo F. Michele da Milano (dell’Ordine de’ Minori) nel predicare in Padova recitati 180 testi il autori che provavano /’immortalità delti anima, taf li li ripetei a memoria innanzi a lui, il quale abbracciandomi disse: vivi lungamente, gemma preziosa: e piacesse al Ciclo, idi io ti vedessi nella mia religione! Siegue poi Pietro a narrare più altre somiglianti pruove ch’ei diede della sua memoria, come il ripeter le prediche udite, e il portarle scritte allo stesso predicatore, il che egli fece singolarmente con Matteo Bosso; il recitare una lunga serie di nomi proprj da lui una sol volta letti, e altri prodigi di tal natura, dei quali io recherò ancora un solo non men maraviglioso degli altri. Io giocava agli scacchi, dice egli, un altro giocava ai dadi, un altro scriveva i numeri che da essi formavansi, e io al tempo medesimo dettava due lettere, secondo 1 argomento propostomi. Poichè fu finito il giuoco, io ripetei tutte le mosse degli scacchi, tutti i numeri formati da’ dadi, e tutte le parole di quelle lettere cominciando dall ultime. Questa sì prodigiosa memoria attribuiva egli a un suo particolare artificio nel collocarsi in mente le parole e le cose di cui volea ricordarsi; ed ei volle comunicare al pubblico questo suo raro segreto, dando alla luce un libro che fu stampato in Venezia nel 1491? e poi altrove altre volte, col titolo Phaenix, sive ad artifici aleni memoriam comparandam brevis quidem et facilis, sed re Tira boschi , Voi. P’III. n