Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/337

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TERZO Cj-tj scrittore di tale argomento che in questo secalo ci venga innanzi, è S. Antonino arcivescovo di Firenze, di cui già ragionato abbiam tra’ teologi. Una lunga Cronaca divisa in tre parti fu da lui scritta, in cui cominciando dalla creazione del mondo, e scendendo fino all’anno in cui egli finì di vivere, che fu il 1459 viene successivamente narrando le cose di maggior importanza in ogni età avvenute. La prima edizione ne fu fatta in Venezia l’anno 1480, e più altre poscia ne venner dopo in questo secolo medesimo e nel seguente. Io nol proporrò come autore che si possa seguir ciecamente senza pericol d’inganno. Egli raccolse e unì insieme ciò che trovò da altri già scritto. L’arte di esaminare le tradizioni e i racconti degli storici antichi, di confrontargli cogli autentici monumenti , di separare il certo dal dubbioso e dal falso, non era ancor ritrovata. Quindi se le guide da lui seguite eran cadute in errore, vi cadde egli pure. Questa Cronaca ciò non ostante è la più ampia e la migliore che finallora si fosse veduta; e nelle cose de’ tempi suoi ci dà lumi e notizie molto opportune, e che presso altri scrittori si cercherebbono invano.

XV. Dopo S. Antonino entrò nel campo medesimo Pietro Ranzano domenicano; ma la Cronaca da lui composta non ha avuta la sorte di uscire alla pubblica luce. I PP. Quetif ed Echard (Script. Ord. Praed. L 1, p. 876), dopo il Mongitore, ci han di lui date copiose notizie. Più esattamente ancora ne ha ragionato Apostolo Zeno (Diss. voss. t. 1, p. 96, ec.), correggendo