Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/559

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TERZO 1201 ciò è probabile che avvenisse, come si narra dal Giovio, dopo la morte di Lorenzo de’ Medici seguita nell’aprile del 1492. Egli era certamente in Milano nel corso di quest’anno medesimo. Perciocchè a’ 24 di gennajo dell’anno seguente si pubblicarono ivi le opere di Isocrate da lui stesso emendate (Sax. Hist. typograf. mediol. p. 5t)2). In Milano continuò Demetrio per più anni il consueto suo esercizio d’insegnare la lingua greca non solo a quei cittadini, ma a molti stranieri ancora, che tratti dalla fama di sì illustre maestro a lui ne venivano. Tra essi fu Giovanni Reuclino tedesco, che in Firenze e in Milano frequentonne la scuola, come dalle parole di lui medesimo pruova il Boernero (l. cit. p. 142). Demetrio oltre la stima che presso tutti ottenne pel suo sapere, a tutti ancor fu carissimo per l’amabil suo tratto, e per le virtù d’ogni genere che lo adornavano. Nulla ne abbiamo alle stampe, fuorchè la Gramatica greca pubblicata in Milano nel corso di questo secolo, ma senza data di anno, e qualche edizion da lui fatta di autori greci, di che veggasi il Boernero. Ei morì in Milano l’anno 15i 1 in età di ottantasett*anni, e Giangiorgio Trissino di lui scolaro gli fece porre nel tempio di Santa Maria della Passione un’onorevole iscrizione, che ancor vi si legge, c che é riferita dallWrgelati (Bibl. Scrip. mediol. del anzi prima della morte di Lorenzo de’ Medici, come ci mostra una lettera che ne ha pubblicata l’eruditissimo sig. canonico Bandini (Colccl. vet. Mouum. p. m).