Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/237

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TERZO | 45 I la prima volta, come si è provato, in Italia l'an 1393, è evidente che Guarino non potè fare tal viaggio che in età di circa 20 anni. HI Ritornato in Italia, cominciò tosto Guarino a tenere pubblica scuola, e la tenne in non poche città. Giano Pannonio vescovo delle Cinque Chiese in Ungheria, che per molti anni ne fu scolaro, in un panegirico in versi che scrisse in lode del suo maestro, le annovera tutte: Tu mare froenantes Venetos, tu Antenoris alti Insti tuis cives, tua te Verona legentem, Finis et Italiae stupuit sublime Tridentum; Nec jam flumineum referens Florentia nomen, Ac Phoebo quondam, nunc sacra Bononia Marti; Tandem mensuram placida statione recepii, l’acis et aligeri Ferraria mater amoris. Carm, p. 24. Il Zeno pensa che in questi versi il poeta annoveri le città in cui tenne scuola Guarino, con quell’ordine stesso con cui egli dall’una passò all’altra, cioè Venezia, Padova, Verona, Trento, Firenze, Bologna e Ferrara. Ma dubito che il Pannonio non abbia qui tenuto altro ordine che quello che la comodità del verso gli ha permesso; perciocchè è certo, come ora vedremo, che da Verona ei passò a Ferrara. Egli è nondimeno assai difficile a diffinire in quali anni precisamente fosse Guarino nelle suddette città. Sembra che Firenze fosse la prima in cui egli fece mostra del! suo sapere. Così si afferma in un'orazione inedita di autore anonimo in lode di Guarino, scritta mentre questi