Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/238

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i45a Libito era in Veiona, die si conserva nell’Ambio» siana, come mi ha cortesemente avvertito il ch. sig dott Oltrocchi prefetto della medesima. E a questa gita di Guarino a Firenze allude probabilmente,Leonardo Bruni in due lettere a Niccolò Piccoli, nella prima delle quali così gli scrive: Joannes Graecus miles Bononiam venit ad XI Kal. Martias. Secum habet Demetrium non Poliorcitam, et Guari nitrii Veroruensem. Hic, ut gustare primo aspet ta potiti, j uveiti s est apprime doctus, et qui tibi placere non immerito possit l. 3, ep. i,j). Poscia nella seguente gli scrive: Guarinus tibi praesto aderit, quem praesentem intueri ac perspicere licebit. Queste lettere non han data, ma il dirsi nella prima che Guarino era giovine, basta a mostrarci ch’essa dovette essere scritta al più tardi su’primi anni del secolo xv. Innoltre al fine della medesima lettera dice il Bruni, che non si sa ove sia il Grisolora, ma che credesi ch ei si trovi in Ispagna, il che ci rende probabile ch essa fosse scritta tra ’1 i4o5 e ’1 i-fot), verso il qual tempo abbiam) già veduto che il Grisolora si andò aggirando per diverse corti d'Europa. Questo dunque fu il tempo probabilmente in cui Guarino fu chiamato a Firenze, Una sua lettera inedita, che conservasi in questa biblioteca Estense, scritta da Firenze a:26 di febbrajo del 1414 » c* pruova che in quest'anno egli era nella stessa città. Ma io credo ch egli non vi facesse stabil soggiorno, e che in alcuno di questi anni ei fosse in Padova e in Bologna, nelle quali città abbiam veduto