Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/239

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TF.nzo »453 affermarsi da Giano Pannonio eli’ ei tenne scuola. Breve però dovette essere in amendue il soggiorno di Guarino, poichè gli storici di quelle università non ne fanno alcuna menzione. La gloria di aver condotto Guarino a Firenze si attribuisce da Poggio a Niccolò Niccoli morto nel 1437 (Orat. in fun. Nic. Nicol). Ma Leonardo Bruni in una sua feroce invettiva non mai pubblicata contro lo stesso Niccoli gli rimprovera fra le altre cose di aver poi per invidia maltrattato Guarino per modo, che questi determinossi ad abbandonare Firenze (Mehus praef. ad Vit. Ambr. camald. p. 32); il che pure affermasi da Francesco Filelfo (l.2, ep. 18). Veggiamo infatti che Guarino si lasciò trasportar dallo sdegno contro il Niccoli per modo, che in una lettera a Biagio Guascone, rammentata e pubblicata in parte dal Mehus (l. c p. 51, (60, 61). ce ne forma un carattere assai svantaggioso. Ma già abbiam più volte veduto che i letterati di questo secol furon troppo soggetti a lasciarsi travolgere dalla passione e dall' invidia contro i loro rivali per modo, che spesso non sappiamo a cui credere 5 e ci convien tenerci in guardia per non lasciarci sorprendere dalle accuse che si danno l’un l’altro. Deesi qui avvertire che abbiamo una lettera di Ambrogio camaldolese a Francesco Barbaro, in cui si tratta di chiamar Guarino professore a Firenze: Scrivo ancora, dic egli (/. fi, cp. 20), a Guarino una lettera, ch io ti prego a fargli tener prontamente, anzi a unirti meco in questo affare. Ecco la cosa di cui si tratta, la quale io spero che sia per riuscirgli d onore e di