Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/240

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<4^4 MURO vantaggio non ordinario. La nostra gioventù 'lo brama con tanto ardore, che non v ha cosa a lui grata, ch’ella non sia disposta a fare. Innoltre il Magistrato a cui appartiene lo scegliere i professori a onore di questa nostra città, è disposto a invitarlo con quello stipendio che a lui piacerà. Ed è cosa maravigliosa a vedere quanto sien bramosi d averlo i più onorati e i più nobili tra questi giovani. A te appartiene il condurlo ad abbracciare questo a lui si onorevole ed opportuno partito, e a soddisfare al comun desiderio. Questa lettera non ha data, ma essa non può intendersi del primo invito ch’ebbe Guarino a quella città, sì perchè niuna delle lettere di Ambrogio appartiene a que’ tempi, ma la più antica è del i.fai, sì perchè in essa si nomina il Cardinal di S. Angelo, cioè il Cesarini, che fu a quella dignità innalzato nel 1426 e deesi perciò credere che un’altra volta si trattasse di condurre Guarino a Firenze, ma senza effetto. IV. Più certi monumenti abbiamo intorno al soggiorno di Guarino in Venezia e in Verona. Egli era certamente in Venezia nel 1415 quando Manuello Grisolora morì in Costanza, come raccogliesi dalla lettera che di colà egli scrisse a Giovanni di lui figliuolo, quando ne udì la morte (Calog. Racc, d Opusc. t. 2.5, p. 297), e dalla orazion funebre che ad istanza di Guarino ivi ne disse Andrea Giuliano (ib.; Agostini, Scritt. venez. t. 1, p. 264). Egli era pure in Venezia nel 1.41S. quando Leonardo Giustiniani di lui scolaro recitò l’orazion funebre di Carlo Zeno (Agosf. I. cit. p. ¡.\\). Nò è picciol i X