Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/243

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TERZO I /fin V. L’ultimo e il più lungo soggiorno di questo celebre professore fu nella città di Ferrara. Il Borsetti afferma che’ ei fuvvi chiamato dal march Niccolò III l'an 1436. perchè in quella università tenesse scuola di lingua greca e latina (UisL Gymiuferr. t. 1, p. 39), ec.; t. 2, iy). E in fatti egli ha pubblicato un decreto del Consiglio dei’ Savj di quella città fatto a'22 di maggio del 1441 7 *n cu‘? dopo aver lodato Guarino che già da cinque anni teneva ivi scuola con sommo plauso, egli è confermato nell’ impiego medesimo e collo stesso stipendio di lire 400, che finallora avea avuto, per altri cinque anni. Ma è certo che più anni innanzi egli era stato chiamato a Ferrara, non già a professore di quello Studio, ma a maestro di Leonello d Este allor giovinetto. Che questa fosse la ragione per cui Guarino fu invitato a Ferrara, affermasi chiaramente dall’autore degli antichi Annali Estensi pubblicati dal Muratori: Marchio vir illustris (cioè il march Niccolò III) Guarinum Veronensem, virum profecto in utraque lingua Graeca et Latina callentem, alterum Italiae lumen... gratia, benevolentia, donis illicere, quo Leonelli animum humanitatis studiis expoliret exornaretque, curavit (Script. rer it. vol. 20, p. 455). Il card Querini però diligentissimo investigatore de’ monumenti letterarj di questo secolo da alcune lettere inedite di Guarino ha provato (Diatr, ad Epist Fr. Barb. p. 373, ec.) che l" invidia e il mal talento di alcuni Veronesi contro Guarino lo indussero ad accettare allora le generose profferte del marchese