Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/244

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«458 LIBRO Niccolò, mentre dapprima per amor della patria avea rigettate quelle del marchese di Mantova. L’epoca poi del passaggio di Guarino a Ferrara trovasi espressa in due lettere inedite del medesimo, che si conservano in questa biblioteca Estense, in una delle quali scritta da Verona a’ 31 di marzo del 1429 ei parla dell’invito che dal march Niccolò avea ricevuto; l’altra è scritta da Argenta luogo del Ferrarese al 1 di luglio dello stesso anno, e ci mostra con ciò che Guarino erasi colà già trasferito. Ma poichè ebbe soddisfatto al desiderio del march Niccolò nell’ istruire il giovane principe, a cui poscia fu sempre carissimo, come ci pruovan più lettere da lui scritte allo stesso Leonello, e pubblicate dal P. Pez (Cod. Diplom. Epist. t. 5, pars 3, p. 154, ec.), ei fu eletto a professore di quella università l’anno i436 (a), e in questo impiego confermato per altri cinque anni coll’accennato decreto del 1441 - 11 Corte storico veronese racconta (Stor. di Veron. I. i5) che l’anno 1431 i Veronesi riebbero alle loro scuole il Guarino collo stipendio di 200 scudi E ch’ ei pensasse di tornare a Verona, me ne fa sospettare una lettera d’Ambrogio camaldolese, in cui del Guarino scrive a Niccolò Niccoli (t. 8, ep. 47): Veronam illum rediturum et ipse percepì: ra(o) Sotto lo stesso anno 14^6 a’ 2 d’agosto trovasi ili questo ducale archivio segreto un ordine del marchese ISiccolò III, perchè si diami sei moggia di frumento Claro /'irò D. Guarino E"eroriensi in subsidium rei sue familiaris.