Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/249

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TERZO l463 metodo di Guarino, che pur gli era stato, benchè per poco tempo, maestro, costrinse questo a difendersi, e la difesa fu seguita da altri scritti che si accennano dal Zeno, il quale confessa che per l’ una parte e per l altra non si tenne quella moderazione che a dotti conviene. VII. Da Taddea Cendrata sua moglie ebbe almen dodici figli, due de quali singolarmente furon celebri per sapere, e ne faremo tosto menzione. Ma prima che de’ figli, dobbiam dire delle’ opere da lui lasciateci. Molto egli adoperossi nel traslatare in latino le opere degli antichi scrittori greci. A lui dobbiamo singolarmente la traduzione di molte Vite di Plutarco, e di altre opere dello stesso autore, come de’ Paralelli minori. del libro De liberis instituendis, di quello De dif/erentia assentato ri* et amici. Per comando di Niccolò V recò dal greco in latino i primi dieci libri della Geografia di Strabone, mentre Gregorio di Tiferno, Ossia da Città di Castello, traduceva gli altri sette. È certo però, che Guarino a’ primi dieci aggiunse la traduzione degli altri libri. Il Zeno e il march. Maffei lo han provato coll autorità di più codici, a’ quali io posso aggiugnerne uno assai elegante e magnifico che si conserva in questa biblioteca Estense, e in cui tutta quell opera vedesi da Guarino solo tradotta, benchè nelle edizioni che ne abbiamo, i soli primi dieci libri della sua traduzione sieno stati pubblicati. seguendosi negli altri quella di Gregorio. Convien però confessare che la traduzioni di Guarino sembrarono ad alcuni dotti uomini di que’ tempi non troppo felici, conio VII. Sue opcr*.