Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/256

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«47° ttMtO l’Aurispa in Costantinopoli, mentre egli era sul dipartirne per andare ambasciadore dell’impera, dor greco a Sigismondo re de’ Romani; e aggiu. gne, che quando tornò a Costantinopoli, trovò l'Aurispa partito già per l’Italia: Memoriter nemini, cum essem triremem prope inscensurus, petiisse te, ut duos illos codices ad reditum usque meum ex Pannonia tuae fidei commendarem cum vero Costantinopolim revertissem, tu aberas in Italia. Or l’ ambasciata del Filelfo a Sigismondo avvenne, come vedremo in questo capo medesimo, nel 1423, e perciò era allora l’Aurispa in Costantinopoli, e ne partì poco appresso. Anzi io congetturo ch’ egli nel tornare in Italia si unisse col giovane imperadore Giovanni Paleologo figliuolo dell’ impera* dor Manuello ancor vivo e regnante, e da lui assunto fin dal i4'9 all’imperial dignità. Che l’an 1423 a’ 15 di dicembre questo giovane principe, detto Calogiovanni, giugnesse a Venezia, ne abbiamo un’ autentica testimonianza nella Storia di Marino Sanudo (Script. Rer. ital, vol. 22, p. 971). Or al medesimo tempo troviamo in Venezia anche l’Aurispa. Perciocchè Ambrogio camaldolese in una sua lettera scritta al Niccoli verso questo tempo medesimo così gli dice: Quae de Imperatore juniore Graecorum scribis et de Aurispa nostro, gratissime legi (l. 8, ep. 3). E dopo aver detto che ha udito che quel principe sia venuto a chieder soccorso al suo vacillante impero, soggiugne di avere scritto a Venezia all’ Aurispa invitandolo a venire a Firenze. E innoltre lo stesso Aurispa in una sua lettera de’ 37 di agosto