Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/257

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TERZO 147 * del »4j4 a Ambrogio camaldolese, il quale pare che gli avesse chiesto se fosse morto il vecchio imperador Manuello, gli scrive (l. 24) che quando egli partì da Costantinopoli, egli vivea ancora, ma era infermo: Senex ille Grecorum. et Rex et columen vivebat, adhuc, cum illinc discessimus, prae mala valetudine ta~ men jacebat; e infatti l imp Manuello morì nell'anno i.faS. Poiché dunque nello stesso an 1423 troviam l'Aurispa prima in Costantinopoli e poscia in Venezia, è certo che in quélranno appunto ei tornò in Italia; e poichè allo stesso tempo abbiam la venuta dell" imperador greco a Venezia, è assai probabile che con lui si unisse in un tal viaggio l’Aurispa; e vedremo in fatti che questi fu indivisibil compagno del giovane imperadore, finchè si trattenne in Italia. X. Il cortese invito che Ambrogio camaldolese avea fatto all’Aurispa di recarsi a Firenze, fu allora privo d’effetto. Una lettera dell’Aurispa, pubblicata fra quelle di Ambrogio (l. 24, ep. 38), ci mostra che a’ 15 di Febbrajo del 1424 egli era ancora in Venezia, e che il dì seguente dovea coll’ imperadore partir per Milano: Graecorum Rex oras hinc discedet, ut Mediolanum eat, et nos una secum. Se l’imperadore greco andasse veramente a Milano, e per quali altre città s’aggirasse, non saprei dirlo; poichè di questa venuta dell’imperador greco in Italia assai poco ci han parlato gli storici di que’ tempi. Solo una lettera di Ambrogio, scritta in quest’anno a’ 25 di maggio, ci mostra (l. 8, ep. 8) che non sapevasi allora ove egli fosse,