Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/259

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TT.nr.o 1 r. avvertendolo die i Bolognesi, il duca di Milano, i Veneziani ed altri cercavano di allettare con grandi premj un uomo sì dotto (ib. ep. 39). Ma frattanto l Aurispa era stato fermato in Bologna, com egli scrive ad Ambrogio a’ 13 di settembre (l. 24, ep. 54). Come però non era ancora determinato il suo stipendio, egli era tuttavia dubbioso qual delle due città dovesse scegliere a preferenza. Finalmente determinossi in favor di Bologna, anche perchè le circostanze de’ tempi non gli permette* vano di passare a Firenze, e per un anno prese a tenere scuola di lingua greca. Ei confessa però, che ne’ Bolognesi di quel tempo non trovava inclinazione alcuna allo studio della lingua greca e delle belle lettere, benchè per altro essi fosser cortesi al sommo e piacevoli. Così egli scrive a’ 26 di ottobre (ib. ep. 55); nella qual lettera aggiugne che seguito avea il consiglio di Ambrogio di non accompagnare l imperador greco fuor d Italia; dal che raccogliamo che questo principe n era di fresco partito. Trattennesi dunque circa un anno in Bologna l Aurispa insegnando la lingua greca, e deesi perciò aggiugnere al catalogo di que professori datoci dall’Alidosi; se pur ei non ha inteso di parlar dell’Aurispa. ov ei nomina (Dott. Jorast. di T'eol. ec. p. 32) Giovanni di Sicilia nel 1428 lesse Filosofia Morale e poi naturale; il che se fosse, egli avrebbe errato e nell’anno e nella cattedra dall’Aurispa tenuta Due lettere da lui scritte da Bologna al medesimo Ambrogio camaldolese, una agli 11 di giugno, l’altra poco appresso (l. 24 ep. 5t,