Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/262

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i4/6 libro che fu opera di Palla Strozzi, di cui parlasi nell’antica Vita di questo celebre Fiorentino citata dall’ab Mehus (praef. ad Vit. Ambr. camald. p. 19). Ivi non si spiega in qual anno essa seguisse, ma si accenna solo che ciò accadde tra l 1422 e ’l 1423. Una lettera però del Filelfo scritta nel settembre del 1427 allo stesso Palla (l. 1, ep. 4*)> i'i cui accetta l’invito da lui fattogli di recarsi a tenere scuola in Firenze, ci fa vedere che in quell’ anno medesimo avvenne la riforma di quella università. Ma è piacevol cosa a riflettere che lo stesso Aurispa, mentre maneggiavasi occultamente per esser chiamato a Firenze, cercava di distogliere il Filelfo dall’accettar l’invito a lui fatto, e di allettarlo invece a venire a Ferrara presso il march Niccolò III, come ricaviam dalla lettera che il Filelfo gli scrisse in risposta (ib. ep. 48). E forse l’Aurispa destramente cercava per tal maniera e di sfuggire l’incontro di un fastidioso competitore in Firenze, e di agevolare a se stesso la via di partir da Ferrara, coll’ invitarvi chi gli potesse succeder nel suo impiego. XI. Le istanze fatte dall’ Aurispa per esser chiamato a Firenze non ebbero effetto; poichè veggiam che il Filelfo, il quale vi si recò veramente, di colà gli scrisse a’ 28 di luglio del 1428 (l. 2, ep. 2), ragguagliandolo del piacer ch’ ei provava nel soggiornare in quella città. Quindi è probabile che l’Aurispa continuasse ad abitare in Ferrara. Quivi certamente egli era nel 1438, quando l’imperador greco Giovanni Paleologo venne la seconda volta in