Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/269

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TERZO 1483 Padova pel suo sapere, fu destinato ad essere in quella università professore di rettorica e di filosofia. Ma appena ebbe egli per un anno sostenuto il nuovo suo impiego, che sdegnato pe’ licenziosi costumi de’ suoi discepoli (come narra Francesco da Castiglione che gli fu scolaro in Mantova, e ne scrisse un elogio pubblicato (Vita Ambr. camald. p. 408) in gran parte dall’ab Mehus), abbandonata quella cattedra, passò a Venezia, ed ivi pur tenne scuola, e vi ebbe fra gli altri a discepolo Giorgio da Trabisonda. La cattedra di Vittorino in Padova si fissa dal Facciolati all’an 1422 (Fasti Gymn. patav. pars 2, p. 53). Nel seguente anno perciò dovette ei passare a Venezia, e ivi trattenersi circa due anni; perciocchè circa il 1425 passò a Mantova, ove visse il rimanente de’ giorni suoi. Gianfrancesco Gonzaga signor di quella città bramando di educar nelle lettere non meno che ne’ costumi i suoi figli, e udite avendo gran lodi di Vittorino, chiamollo a Mantova, e a lui confidolli; e già abbiamo altrove parlato (par. 1, p. 45) del lauto stipendio che assegnò al maestro, e della vaga e magnifica abitazione che per lui insieme e per gli scolari di esso fè’ fabbricare. Ivi i figliuoli di Gianfrancesco, e con loro più altri giovani vivean sotto la direzione di Vittorino ch era al tempo medesimo lor maestro e loro amantissimo padre. Il Prendilacqua si stende assai lungamente in descrivere la sollecitudine e l’impegno dell’ottimo professore nel formare alle lettere o alla virtù que’suoi cari alunni, le istruzioni che opportunamente veniva lor dando, il saggio