Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/278

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sua Storia inedita di Mantova. Ma quell’onore ch’ ei non si curò d’ ottenere colle sue opere, egli lo ebbe, quasi suo malgrado, da’ suoi discepoli che ne renderono eterna la memoria e il nome co’ loro elogi. Egli morì, come narra il Prendilacqua, a’ due di febbraio del 1447 in età di 68 anni; e a pubbliche spese (poichè egli, avvezzo a impiegare quanto avea di denaro in soccorso de’ bisognosi, era vissuto al pari che morto in una estrema povertà) coll’intervento di tutta la città e de’ principi fu con sommo onore sepolto nella chiesa di Santo Spirito, ma sul nudo terreno, com’egli stesso vivendo avea ordinato. Così il Prendilacqua, da cui ho tratte in gran parte le notizie intorno a Vittorino da Feltre, ommettendone però, per timor di soverchia lunghezza, moltissime che si potran leggere con piacere e con frutto nella Vita medesima. Io aggiugnerò solo che in un codice di questo monastero di S. Pietro di Modena de’ Monaci Cassinesi, il qual fu già del celebre P. Bacchini, conservasi un’ orazione inedita del medesimo Prendilacqua da lui detta nella scuola di Vittorino, per ringraziare i suoi condiscepoli che salvato l’ aveano dalla morte. Perciocchè un giorno sceso con essi a bagnarsi nelle vicine acque, ei fu a gran pericolo di rimanervi sommerso, se gli altri accorrendo con loro rischio non gli avesser recato pronto soccorso. E questa orazione ancora è una nuova testimonianza della dolce ed amichevole unione con cui sapea Vittorino stringere a vicenda tra loro tutti i suoi discepoli.