Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/286

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15oo unno dichiarollo suo consigliero. Quindi postosi in mare, navigò col re stesso alla spedizione contro l’isola di Gerbi su’ lidi d Africa occupata dal re di Tunisi, la cui conquista fu da lui stesso descritta (ib.p. 63). Di là tragittatosi in Sicilia, e caduto infermo, per consiglio de’medici fece ritorno a Milano, e ivi chiese supplichevolmente ed ottenne il suo congedo dal re Alfonso, a cui nondimeno proseguì ad esser assai caro. Il duca Filippo Maria onorollo del titolo di suo vicario generale; la qual dignità non distolse però Guiniforte dall’accettare la cattedra di filosofia morale, che finalmente gli fu conceduta insieme con lauto stipendio al fine del 1434 Elench. Actuum Sliulii tiriti, cui h. a.). Più nondimeno che della scuola, fu Guiniforte occupato ne’ pubblici affari, inviato ambasciadore dal duca al pontef Eugenio IV, al re Alfonso e al pontef Niccolò V. E negli Atti dell’ università di Pavia troviamo che l’an 1441 fu dal duca ordinato che, benchè ei fosse assente, gli si passasse il conceduto stipendio; e che questo gli fu accresciuto nel 1444 Dopo la morte di Filippo Maria, Guiniforte fu per qualche tempo al servigio del marchese di Monferrato e del duca Borso d’Este; ma poi da Francesco Sforza richiamato a Milano, e onorato col titolo di ducal! segretario, ivi passò il rimanente di sua vita. Il co. Mazzucchelli confuta l'opinione d’ alcuni scrittori che il dicon morto nel 1450, e da un’orazione a Pioli da lui composta per Galeazzo Sforza figliuol del duca l’an 1459 (Op. p. 57), mostra che fino a quell’ anno almeno egli visse. Al che io aggiugnerò che nello stesso anno troviamo