Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/287

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TERZO l5ól eli' egli accompagni» nel viaggio n Firenze il medesimo Galeazzo, e con lui fu alloggiato in Bologna nel palazzo Gregoriano (Script. Jìcr. ititi■ voi. 18, p. 729). Dopo quest'anno però non veggiam più fatta menzione di Guiniforte ed è probabile che poco oltre sopravvivesse. Il suddetto card Furietti ne ha pubblicate, le opere, che sono per lo più epistole ed orazioni scritte in uno stile comunemente elegante e colto 5 oltre le quali alcune altre ne annovera il co. Mazzucchelli, e singolarmente un Comento latino sulla Commedia di Dante, di cui però non ci è rimasto che il solo proemio (Op. p. 79). XX. Materia più ampia di ragionare ci darà Francesco Filelfo, un de più celebri professori di questa età, non perchè ei non abbia di già trovati diligenti illustratori della sua vita, ma perchè ei fu uomo per onori non meno che per inimicizie famoso, e esposto più che ogni altro a cambiamenti e a vicende. Ne’ 37 libri di sue Lettere, che ci sono rimasti, nelle sue Satire, e in più altre sue opere spesso ei parla di sè medesimo, e spesso pure fanno di lui menzione, quali in biasimo e quali in lode, molti scrittori di quei tempi, fra’quali Vespasiano fiorentino ne ha scritta una breve e troppo superficial Vita ch è stata pubblicata in Roma nell’ an 1775. Fra’moderni il primo a scriverne stesamente la Vita fu Arrigo Foppio (Miscell lipsiens. t 5, p. 322), il quale però e ha ommesse più cose e ha commessi più falli. Dopo lui una assai più stesa e più esatta Vita del Filelfo ci ha data M. Lancelot (Mcm. xx. Si enltt a putlare di FranciiroFì* I «'Ilo»