Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/295

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TERZO l509 il colpo venisse da’ Medici o da’ lor partigiani (a). Or di queste sì calde e sì oslinate uiinici/.ie qual crederem noi che fosse l’origine? Il Filelfo altra non ne riconosce che l’ invidia contro di sè conceputa. Poggio al contrario l’ attribuisce a’ delitti e alla scostumatezza del Filelfo. Ma il primo è un reo che parla nella sua propria causa; il secondo è un dichiarato nimico che non debb’ essere udito. Io trarrò qualche lume per rischiarar questo punto dalle Lettere di uno che, benchè fosse egli pure sospetto al Filelfo, parla nondimeno in maniera che si mostra giudice imparziale non meno che saggio in tali contese, cioè di Ambrogio camaldolese. Egli scrive assai lungamente di queste discordie in una sua lettera a Francesco Barbaro (l. 6, ep. 21), e dice che il Filelfo e il Niccoli (poichè questi per confession del Filelfo fu il principale tra suoi nemici) eran dapprima stati amicissimi, ma • he ora l’amicizia era cambiata in irreconciliabil discordia; che il Niccoli mostrava in addietro rispetto e deferenza sì grande verso il Filelfo, che potea sembrare soverchia"; ma questi più avido di ammassare denaro, che di serbar l amicizia, avea cominciato a cercar pre(a) Le nemici z.ie che il Filelfo ebbe in Firenze, giunsero a tale, che ei fu costretto a starsene in casa, ed ivi tenere le sue lezioni. Cosi raccogliamo da un" orazione ebe uis. se ne conserva nella Laurenziana da lui detta nidi’ottobre del 143f, e innanzi ¡1 cui si legger Orario Inibita in principio pub li ime leclionis, quarti domi legere aggmsus est, quum per invidos publtce nequiret (Band. Cat. C'odd. ¡Ubi. Laur. I. 3, p. 4<p).